An Italian stakeholder testimony from Europe Direct in Firenze

logo-ed-firenze-300dpi1A story about Natale Seremia, Europe Direct Firenze

Natale Seremia is a civil servant at Florence Municipality. Since 2002, he is the referent person for the Florence Europe Direct centre. As every other Europe Direct centre in Europe, the one in Florence has the main aim to provide complete information to citizens on European programmes and opportunities with a particular focus on mobility actions and projects.

“Mobility –says Natale Seremia – is from the beginning in Europe Direct blood, in its mission. It is already one year and half that we manage the Eurodesk service that focus even more on mobility programmes and provide specific information and counselling to everyone. It is a new service, which complement our work in this very important domain. The Eurodesk service gives us an opportunity to provide better information to young people looking for international youth exchanges”.

 What does young people expect to get from a mobility experience? What do civil servants and youth workers propose?

To support a young person while looking for a tailor made European experience is a vague concept, which implies several different actions. First step is to provide initial and general information on mobility in Europe, define the context, explain how is possible to move and get experiences abroad, which channels have to be used looking for call for proposals and so on.

Second step is more personal: in that phase, there is the real match between young people expectations and requests and the real opportunities. In this phase, we need to properly understand what everyone is expecting from the European programmes and guarantee a correct information. Two different kind of target group are the most difficult for our youth workers: the ones that have very specific requirements because it is possible that the actual projects do not meet all the requirements and the other ones that have very vague ideas and need a specific guidance to the real and available opportunities.

Europe Direct centre’s logistic challenges

Third step is the most complex and personal and, unfortunately, the Florence Municipality is not always able to provide a satisfying service because of logistic problems.

It is when you accompany a young person, which want to attend a mobility experience: you support him or her in the search for a possible project and in its implementation.

Until few years ago, we were a real sending agency in charge of accompanying young people in every phase, from the preparation of the application form to the pre-departure training, to the international experience implementation. At that time, we aimed at having also a hosting department in order to have a full and complete service. Unfortunately, it was not possible. Host international mobility projects is always very challenging for a public body: there are logistic and financial problems to overcome, as for instance to find place where to accommodate young people. Florence Municipality does not have its own guesthouse and this obliged us to choose to implement only the first and second step: information and guidance.

For specific coaching activities, we use the support of one of our local partner.

Information and mobility: framework changes in the last years

In the last 10/15 years, evident changes happened in mobility guidance services. Nowadays, everything is online and everyone – especially young people – can find it. It implies that young people asking for support and information to our centre are more aware and informed than their predecessors, who had not idea about mobility. Our work was in fact mainly to provide basic information on mobility and its meaning.

 Looking for job opportunities abroad: few tools and lack of clarity

Nowadays, young people mostly ask for information about mobility in order to find job opportunities. Economic crisis can be a cause or you can also find other and different causes for that: it is a matter of fact young people want to go abroad to work. These frequent requests create some problems to the Europe Direct service that have not yet received adequate tools from the European Commission to provide concrete answers to young people needs. In fact, until now, there are few tools and lack of clarity on “job mobility”. We often re-direct young people to the Eures service, which in fact has also many limitations. The Leonardo da Vinci programme was a very useful tool for that purpose. We wish Erasmus+ programme will fill in the gap created with the end of the Leonardo programme and its actions.

 Two suggestions

As civil servant, I suggest to the Authorities to invest more and more on “Job mobility” and on vocational training. We need also to have more tools to be more efficient in our services at local level.

I suggest young people to have at least one mobility experience, because it will be in any case a source of learning and personally empowering. A mobility experience is very significant for Italian young people because they could start to open their cultural boundaries and their horizons, gaining their autonomy from their family of origin before becoming adults.

 

Italian version

Natale Seremia, dipendente del Comune di Firenze, dal 2002 è il responsabile dell’Ufficio Europe Direct del capoluogo toscano. Come ogni Europe Direct che viene aperto nelle tante città europee, l’ufficio di Firenze si occupa principalmente di fornire informazioni più complete possibile riguardo a programmi e opportunità che offre l’Unione europea ai suoi cittadini, con particolare riguardo per il settore della mobilità.

 

“La mobilità – spiega infatti Seremia – rientra da sempre nel DNA di Europe Direct, nella sua mission. Da un anno e mezzo poi, abbiamo attivato lo sportello EuroDesk che si concentra in maniera ancor più specifica sui programmi di mobilità, fornendo orientamento e informazioni di vario tipo a tutti gli utenti che ne fanno richiesta. Si tratta di un servizio che si aggiunge al lavoro che abbiamo sempre svolto riguardo a questo settore importantissimo, non completamente nuovo. Lo sportello EuroDesk ci permette di dare qualcosa in più ai giovani che cercano risposte sugli scambi internazionali.

 

Cosa chiedono i ragazzi oggi ad un’esperienza di mobilità e come gli operatori possono rispondere

Accompagnare un giovane nella ricerca dell’esperienza europea che fa per lui è un concetto ampio, che comporta una serie di atti diversi. Il primo step è quello di fornire le informazioni iniziali e più generiche sulla mobilità in Europa, definire il contesto, spiegare come in generale è possibile muoversi per fare esperienza all’estero, quali canali utilizzare per la ricerca dei bandi e via dicendo.

La seconda fase è più personale: è qui che si crea il vero e proprio “match” tra le richieste specifiche dell’utente che si è rivolto a noi e le effettive opportunità aperte. In questa fase bisogna avere un’attenzione particolare per capire esattamente ciò che ogni persona cerca nei programmi europei e garantire una corretta risposta. In questo senso, due tipi di utenza sono i più difficili da gestire. Da una parte c’è chi ha richieste troppo specifiche e rischia quindi di non trovare riscontro negli effettivi progetti perché spesso non hanno tutte le caratteristiche richieste, e dall’altra c’è chi ha le idee molto vaghe e va quindi indirizzato in maniera più concreta rispetto a quelle che sono le opportunità concretamente disponibili.

 

Le difficoltà logistiche di un punto Europe Direct

La terza fase è la più complessa e personale e non sempre, purtroppo, è possibile soddisfarla per problemi logistici che riguardano l’ente cui facciamo capo, in questo caso il Comune.

Si tratta del momento in cui si prende in carico il ragazzo o la ragazza che vuole fare esperienza all’estero, lo si aiuta nella ricerca del progetto e nella sua attuazione. Fino ad alcuni anni fa eravamo una vera e propria agenzia di invio e accompagnavamo i ragazzi in tutti i momenti, dalla stesura della domanda, fino alla formazione e all’attuazione concreta dell’esperienza internazionale. Alla fase di invio, avremmo dovuto unire quella di accoglienza per rendere il servizio completo e soddisfacente, ma questo purtroppo non è stato possibile. L’accoglienza per un ente pubblico è sempre molto difficile, ci sono difficoltà logistico-finanziaria difficili da superare , come ad esempio dove far dormire i ragazzi accolti. Il Comune di Firenze, ad esempio non ha una sua foresteria, e questo ci ha costretto a fare delle scelte diverse, per cui ad oggi ci occupiamo soltanto dei primi due step: informazione e orientamento. Per la fase dell’accompagnamento, di solito indirizziamo i giovani verso il nostro Partner fiorentino, vera e propria agenzia di accoglienza e invio, Accademia europea di Firenze.

 

 

Informazione e mobilità: come è cambiato il quadro negli ultimi anni

Negli ultimi 10/15 anni ci sono stati dei cambiamenti evidenti nel modo di fare orientamento sulla mobilità. Questo perché oggi in rete ogni cosa è alla portata di tutti, specialmente i più giovani. Questo fa si che i ragazzi che si rivolgono a noi siano più consapevoli dei loro predecessori che fino a una manciata di anni fa non avevano la minima idea di cosa fosse la mobilità e il nostro lavoro consisteva anche e principalmente nel far capire di cosa si stesse parlando.

 

Fuori dall’Italia per cercare lavoro: pochi strumenti e poca chiarezza

Oggi la richiesta più frequente è quella di andare all’estero per cercare lavoro. Vuoi per la crisi o per altri motivi, i ragazzi italiani che si rivolgono a noi principalmente vogliono andare all’estero per lavorare. Questo ci crea dei problemi notevoli, perché purtroppo la Comunità Europea non ci ha fornito ancora strumenti adeguati per rispondere a queste esigenze. Sulla mobilità per lavoro ci sono pochi strumenti e poca chiarezza. Di solito indirizziamo i ragazzi verso la piattaforma Eures, che ha però molti limiti. Il programma Leonardo da Vinci in questo senso era uno dei più chiari ed utilizzati. Speriamo che il nuovo Erasmus + sappia sopperire a queste mancanze e al vuoto che si è creato con la fine del Leonardo.

 

Due consigli

Il consiglio che posso dare come operatore è quello di investire di più sulla mobilità per lavoro e la formazione professionale, oltre a dare strumenti più efficaci a chi come noi opera sul territorio.

Ai giovani consiglio invece di perseguire ad ogni costo un’esperienza all’estero, poiché risulterà sempre formativa e fonte di arricchimento personale. Soprattutto per i giovani italiani, che potrebbero così avviare una sorta di “sprovincializzazione” culturale e combattere la ritrosia tipica del nostro paese ad allargare i nostri orizzonti uscendo di casa prima dell’età adulta”.

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