“We all should be less Eurocentric”

A story from Laetizia

Country of origin: Italy

Country of destination : UK

(By AEF)

I got a degree in languages (English and French) I was in Glasgow in ’91 to prepare my last exams and to write my thesis on Drama for  TEFL (Teaching English as Foreign Language).
It was an experience that changed my life, I was already “grown up” when I attended University, but only in Glasgow I deeply lived an antiracist life, living with people from many different cultures and respect everyone. We were a lot of Italian, but we were open to the others, always speaking English to allow everyone to understand us.
The negative aspect was the recognition of my exams, when I went back in Italy some professors asked me to repeat them in Italian “just to be sure….” I hope things are improving so far. Now I work on quality Assurance in Education and I see that it is still difficult to find common ways to recognize competences of people who arrive from abroad.
I wish a Europe able to be more open and more tolerant, whose values could be respect and hospitality: we all should be less Eurocentric.

Italian version

Mi sono laureata in lingue e letteratura straniere, inglese e francese.
Ho fatto l’Erasmus nel ’91 a Glasgow, con una tesi di didattica dell’inglese attraverso il teatro col professor Monasta, dell’Università di Firenze.
E’ stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita, mi ha aperto gli occhi sulla realtà. Ero già adulta quando sono partita, ma solo lì, in quei 7 mesi, ho capito il vero senso dell’antirazzismo, del rispetto per gli altri, vivendo un’esperienza diretta accanto a persone di altri paesi. Eravamo un gruppo affiatato, con tante culture diverse. C’erano tanti italiani, ma la lingua comune era sempre l’inglese, per rispetto verso tutti. Mi sono sentita cittadina del mondo.

L’aspetto negativo è stato il riconoscimento degli esami, che all’epoca non era così immediato e le procedure si dovevano inventare. Spero che oggi sia migliorato questo aspetto. Adesso mi occupo di certificazione di qualità e di formazione e vedo ancora tante difficoltà nel riconoscimento delle competenze di chi arriva da paesi diversi, europei e non.

Vorrei un’Europa più aperta e più tollerante, in cui i valori fondanti siano il rispetto e l’accoglienza, dovremmo educarci tutti a una visione meno eurocentrica.

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